mostra Hiroshige

4 Marzo 2009 Nessun commento
Roma dal 17 marzo al 7 giugno 2009 La Fondazione Roma, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele organizza la mostra del maestro della natura, presso il proprio spazio espositivo, il Museo Fondazione Roma (già Museo del Corso) La mostra, per la prima volta in Italia, Promossa dalla Fondazione Roma e prodotta in collaborazione con Arthemisia e a cura di Gian Carlo Calza, con il coordinamento scientifico di The International Hokusai Research Centre presenta 200 opere di Utagawa Hiroshige (1797-1858), provenienti dall’Honolulu Academy of Arts, Hawaii. Hiroshige, uno dei più grandi artisti giapponesi di ogni tempo, ebbe una notevole influenza sulla pittura europea e soprattutto sull’impressionismo e post-impressionismo. Imitato da numerosi artisti del XIX secolo, il caso più celebre resta quello di Vincent van Gogh che si ispirò profondamente alla sua tecnica e alle sue tematiche e riprodusse in modo fedele alcune delle sue opere in quadri famosissimi. Inoltre per un confronto ravvicinato Hiroshige – Van Gogh, sono presenti in mostra tre riproduzioni di capolavori di Vincent van Gogh ("Ponte sotto la pioggia", "Il giardino dei susini a Kameido" e "Piccolo pero in fiore", conservate al Van Gogh Museum di Amsterdam e impossibili da trasportare a causa delle delicate condizioni conservative) ispirati direttamente ai quadri di Hiroshige (i primi due presenti in rassegna). Per volontà del presidente Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, le opere sono state riprodotte al vero e in altissima risoluzione dalla Rai, secondo una speciale tecnica di elaborazione digitale che rende visibili i colori e i particolari dell’originale nei minimi dettagli. Le riproduzioni, che fanno parte del progetto "Le mostre impossibili", ideato da Renato Parascandolo, consentono così di vedere eccezionalmente in parallelo i capolavori dei due maestri.Catalogo SKIRA

Piergiorgio Branzi Terre senza Cielo

4 Marzo 2009 Nessun commento
Borgo Medievale di Castelbasso Palazzo De Sanctis 04 aprile-03 maggio 2009 Inaugurazione: 04 aprile 2009 ore 18,30 Orari: dal lunedì al venerdì h: 16-20 (mercoledì chiuso) Sabato e domenica h: 10-13/16-20 L’Associazione Amici per Castelbasso onlus, con il contributo della Fondazione "Malvina Menegaz per le arti e le culture", rinnova anche per il 2009 l’appuntamento primaverile di Castelbasso Progetto Cultura con la grande fotografia. Ad impreziosire le stanze del seicentesco Palazzo De Sanctis saranno quest’anno le opere di Piergiorgio Branzi, uno dei più raffinati maestri della Fotografia Italiana. La mostra, a cura di Marina De Carolis, Giuseppe Di Melchiorre, Paola Di Paolo, raccoglierà 53 fotografie, tutte in bianco e nero, appartenenti agli anni ’50 e ’60 del Novecento. Gli scatti, tutti forniti dall’Agenzia Contrasto, offrono uno sguardo a tutto tondo sulla poetica e sulle tematiche care all’ autore toscano. Viaggiando dalla Spagna all’Italia, dalla Grecia alla Russia, Branzi concentra il suo sguardo sull’uomo e sull’ ambiente in cui vive, descrivendone miseria e bellezza, forza e ingenuità. Le sue immagini sono appunto "terre senza cielo", in cui gesti e volti di tutti i giorni vengono raccontati con grande onestà e rigore formale, assumendo così il ruolo di documento storico e sociale. I curatori vogliono rendere, con la mostra, palpabile lo stretto contatto che l’artista sente con la realtà, legame che condivide con altri fotografi e cineasti neorealisti a lui contemporanei. Ma Castelbasso Progetto Cultura vuole anche promuovere la conoscenza delle tecniche fotografiche e contestualmente alle opere di Branzi verranno esposti i lavori dei ragazzi della Scuola Media "D’Annunzio-Romani" di Roseto degli Abruzzi (TE), realizzati durante il laboratorio didattico legato alla mostra.

Francesco Parisi

3 Marzo 2009 Nessun commento
Roma via Alibert 20 7- 28 marzo 2009 (sabato 7 marzo dalle ore 18,00) Galleria Fabrizio Russo Cocktail di inaugurazione Olii, pastelli e incisioni 2006 – 2009 La rassegna, curata da Giuseppe Appella, illustra i più recenti sviluppi dell’attività pittorica dell’artista, noto anche per le preziose ed originali prove nel campo della tecnica incisoria, dove eccelle a livello internazionale. Negli olii e nei pastelli eseguiti nel triennio 2006 – 2009 Parisi prosegue quel colto percorso di meditazione e rilettura dell’arte tardoromantica simbolista, specialmente di area centroeuropea, che ne ha evidenziato, sin dagli esordi, le doti di autentico anticonformismo. Tra gli artisti della sua generazione, Francesco Parisi, nato a Roma nel 1972, è uno dei pochi a procedere ignorando i modelli culturali dominanti. Chi segue nel dettaglio gli sviluppi delle varie discipline artistiche nel mondo contemporaneo sa bene che oggi la pratica dell’incisione e, nell’ambito di questa, della xilografia, è una scelta di rottura e anticonformismo autentici. In una casa che potrebbe essere quella di uno Sperelli o di un Des Esseintes, l’artista vive e lavora circondato da una cospicua collezione di volumi rari e opere grafiche realizzate tra fine Ottocento e primi Novecento. Che incida o dipinga; che coltivi la sua passione per la letteratura come accanito lettore o componendo libri a mano in preziose edizioni private con tirature mai superiori alle dieci copie, i suoi interessi culturali si concentrano sulle tematiche del dionisismo e del mito come veicolo per accedere alla piena conoscenza di sé, in un viaggio verso i territori incerti ed oscuri della psiche. Lo studio incessante dell’arte simbolista, con particolare riferimento alle Secessioni italiane e tedesche, portano l’artista a sperimentare e recuperare, come già per la xilo, tecniche e metodologie largamente in disuso. E’ il caso del pastello a secco, proposto nella tradizionale versione su carta ma anche in una inedita e innovativa versione su tela che consente di realizzare pastelli di dimensioni insolitamente grandi. Un grande poeta dei nostri giorni, Valentino Zeichen, scrive di Francesco Parisi: " Gli occhi dotati di senso della prospettiva vedono nella distanza oltrepassata come un terzo occhio dove altri appena intravedono niente".

Carlo D’Orta La metropoli e l’anima

3 Marzo 2009 Nessun commento
Roma a partire da venerdì 6 marzo (fino a sabato 21 marzo 2009) la sede romana della Rufartgallery Via Benaco 2,ospita la mostra personale di pittura di Carlo D’Orta, La metropoli e l’anima/Anteprima. Curata da Andrea Romoli Barberini, la mostra, come suggerito dal titolo, anticipa la grande personale che D’Orta terrà nel prossimo autunno-inverno e propone una selezione di circa 15 opere tra olii e acquarelli di medio formato. Accomunate da una tecnica accurata ma non leziosa, le opere esposte testimoniano l’orientamento di una ricerca votata a evidenziare e ridimensionare il valore simbolico di oggetti e luoghi della condivisione elevandoli a emblemi della contemporaneità. Strade, vetrine, caffè, capi griffati sono i temi che D’Orta restituisce allo sguardo dell’osservatore attraverso un’oggettività formale fredda, asettica e senza commento, che di tantoin tanto implode, inciampa e precipita nel vuoto di senso per mostrare l’instabile ma seducente fragilità del tempo presente. La Rufartgallery, vero e proprio cuore della Libera Accademia di Belle Arti di Roma, è situata in un’area appositamente attrezzata, ottenuta dagli ambienti che compongono la Scuola di Pittura della RUFA (Rome University of Fine Arts).

Mostra di Laura Marcucci Cambellotti

3 Marzo 2009 Nessun commento
Roma venerdì 6 marzo alle 12 mostra di Laura Marcucci Cambellotti ospitata dal Museo della Casina delle Civette a Villa Torlonia. Parliamo di un’artista quasi centenaria al suo esordio pubblico. Non che si tratti di un’artista di scarsa esperienza, dal momento che in vita sua non ha fatto che percorrere i sentieri dell’arte, ma ha preferito farlo in maniera molto appartata, per suo conto, in seno a una famiglia molto speciale, essendo lei figlia di Alessandro Marcucci, nipote di Giacomo Balla, nuora e discepola di Duilio Cambellotti. Di questa famiglia è oggi l’incontrastata, rispettata matriarca. A novantasette anni suonati, Laura Marcucci Cambellotti trascorre ogni giorno otto ore al cavalletto, dipingendo con ago e filo per via di una malattia agli occhi che le impedisce di usare pennelli e pigmenti. Vive in un villino sobriamente arredato con i mobili realizzati da Marcucci, da Cambellotti e da lei stessa. La casa è articolata su tre livelli, tre rampe di scale che percorre in continuazione con l’agilità di una trentenne. Ritrae solo soggetti femminili e tutta la sua arte è declinata rigorosamente al femminile, però ha smesso di fumare la pipa solo da pochi anni e solo per far contenti i figli.

Espressioni a confronto

3 Marzo 2009 Nessun commento
Fuorigrotta- Napoli 15 marzo 2009, ore 19,00 Museo Minimo Via detta san vincenzo, 3 (angolo via Leopardi 47) Livio Marino Atellano Anna Pozzuoli a cura di Roberto Sanchez Presentazione di Marco di Mauro L’esposizione sarà visitabile dal 15 marzo al 15 aprile 2009 Livio Marino presenta dodici busti di terracotta, nei quali ritrae se stesso, in atteggiamento fermo e autorevole, con impietosa descrizione dei propri difetti, dalle rughe che incidono la fronte ai capillari spezzati nella zona orbitale. Sono i segni del tempo, della fatica, della passione, che l’artista ha voluto registrare fedelmente, senza nulla concedere alle lusinghe di un’appagante idealizzazione. Il verismo della resa ci riporta ai capolavori della ritrattistica romana, come il rude Ritratto di Patrizio di collezione Torlonia, che vuole testimoniare, nelle profonde rughe e nell’espressione ferma degli occhi, l’orgoglio di aver ottenuto la stima sociale attraverso una dura vita di servizio alla repubblica. Ma l’autoritratto di Livio Marino, moltiplicato come un prodotto seriale e ossessivamente riproposto in rigorose composizioni geometriche, sembra perdere la sua identità, suscitando una drammatica riflessione sulla negazione dell’io nel contesto alienante e omologante della società globalizzata. Anna Pozzuoli afferma, mediante una sapiente lavorazione dei metalli, trattati come esili membrane che si lasciano permeare dalla luce e dallo sguardo, una ‘sostenibile’ leggerezza dell’essere. I graffi e le fenditure che segnano le superfici metalliche non hanno la tragica evidenza dei cretti di Burri, ma la serena consistenza dei tagli di Fontana, liriche aperture sulla dimensione dello spirito, che vuole affrancarsi dal peso della materia e invadere lo spazio, per ricongiungere l’immanente al trascendente. C’è una voglia di assoluto nelle opere di Anna Pozzuoli, che intende l’arte come strumento iniziatico, per evadere dalla mediocrità e dal caos del vivere quotidiano e per ascendere verso una dimensione superiore, ormai del tutto libera dai legami con il corpo. (Marco di Mauro in abstract)

Hic sunt lupi

1 Marzo 2009 Nessun commento
Napoli 19 marzo alle ore 18.30 la Galleria Franco Riccardo "Artivisive " Via Chiatamone, 63. inaugura la mostra "Hic sunt lupi" dell’artista serba Jelena Vasiljev. Gli orari della mostra:dalle 15.30 alle 20.00 fino al 19 aprile In mostra ci saranno 24 lupi in gesso che correranno per tutta la galleria, una decina di disegni, un’ installazione che comprende una griglia e vasca di ferro, e una proiezione video-performance. I lupi continuano ad affollare il lavoro di Jelena Vasiljev. Animali ad alto potenziale metaforico,immagini diselvatica agressività ma anche vittime melanconiche della loro stessa violenza, sono per molti versi lo specchio degli aspetti più inquietanti e tragici della condizione attuale dell’umanità. Jelena Vasiljev Nata a Zrenjanin, Serbia, nel 1976 Vive e lavora a Milano dal 1999

Armonie e disarmonie degli stati d?animo ? Ginna futurista

27 Febbraio 2009 Nessun commento
Roma Mercoledì 11 marzo 2009 Ore 12.30 Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative, via Boncompagni 18, Conferenza Stampa sul Costume e la Moda dei secoli XIX e XX A cura di Micol Forti, Lucia Collarile, Mariastella Margozzi In occasione del centenario della nascita del Futurismo, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna ed i Musei Vaticani presentano la mostra antologica dedicata ad Arnaldo Ginanni Corradini (Ravenna 1890 – Roma 1982) a cura di Micol Forti, Mariastella Margozzi e Lucia Collarile. Il progetto espositivo vuole quindi ricostruire la complessa personalità di Arnaldo Ginna, dai suoi scritti alle sperimentazioni cinematografiche e teatrali, al suo ricco e molteplice mondo artistico, figurativo, visionario ed astratto che in vari modi si collega a tanta parte della cultura artistica europea, anticipando per molti aspetti le istanze surrealiste. Il catalogo edito da Gangemi Editore è presentato da Maria Vittoria Marini Clarelli, Soprintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, e dal prof. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, con i contributi di Mario Verdone sul cinema, Lucia Collarile sulle diverse attività dell’artista, Micol Forti sugli scritti teorici, Mariastella Margozzi sulla pittura, Giorgio Patrizi sui rapporti con le avanguardie, Daniela Carmosino sulle opere in prosa, in relazione con il contesto culturale di primo Novecento. Schede e bibliografia a cura di Francesca Boschetti.

Personale europea di Greg Hopkins Distractions

26 Febbraio 2009 Nessun commento
Torino giovedì 12 marzo alle 18,30 inaugurazione mostra alla Galleria Glance Via San Massimo 45 (interno cortile) aperta al pubblico fino al 25 aprile 2009 da martedì a sabato dalle 15,30 alle 19,30 in altri giorni e orari su appuntamento La Galleria Glance, apre i suoi spazi ad un altro artista americano: Greg Hopkins (nato nel 1977 in Alabama, vive e lavora a New York), promettente pittore in ascesa nella Grande Mela, chiamato per la prima volta ad esporre nel nostro Paese. Attraverso le sue creazioni basate sul testo, gioca sul bisogno umano di comprendere e decodificare un linguaggio. L’artista impiega un metodo lento, bizzarro, complesso e originalissimo per creare le sue opere realizzate in acrilico su tela; i suoi lavori richiedono, come ammette lo stesso artista, "molto tempo e molto amore". Una pittura straordinariamente decorativa in armonia con un linguaggio volto a distrarre l’attenzione dalla bellezza dell’immagine. Alla prima italiana di Greg Hopkins seguirà (tra aprile e maggio) la mostra dei diari visivi di Danica Phelps, un altro interessante debutto proposto dalla Galleria Glance.

Cervia Incontra l?Arte a Musa

26 Febbraio 2009 Nessun commento
Dal 7 marzo al Museo del sale cervese la mostra di pittura con gli artisti locali della associazione Cervia Incontra l’arte. Si tratta dell’ultima mostra in programma per la rassegna di Quattro passi a Musa: Percorsi d’Artista al museo del sale di Cervia. Pittura dedicata a sale e saline L’Associazione culturale "Cervia Incontra l’Arte", nata nel 1995 il gruppo ha svolto e svolge numerose attività dedicate all’arte. Sono 6 gli artisti che espongono in questa mostra. Si tratta naturalmente dei pittori del gruppo che propongono pezzi tutti dedicati al sale e alle saline. Livio Fantinelli nato a Forlì e residente a Ravenna entra nel gruppo di artisti cervesi nel 2004. Il maestro Santisi lo ha guidato nell’approccio e lo ha aiutato a dare ordine al suo modo esuberante di dipingere. La pittura di Silvana Fattorini, esprime una visione libera e aperta del mondo naturale fra acque luminose di fiumi e mari, fiori e animali. Con tecnica in continua evoluzione traduce le sue visioni tra lampi di luce e oscurità. Ivonne Gattelli nata a Ravenna, risiede a Cervia già da diversi anni. Dopo la sua carriera di insegnante elementare si è appassionata ed ha frequentato diversi corsi di pittura. Ha partecipato inoltre a diverse rassegne artistiche. La pittrice trae ispirazione soprattutto dalla natura. Elena Natali è nata ad Argenta ma vive a Cervia da tantissimi anni. Ha partecipato a varie mostre e concorsi fra i quali anche il concorso d’arte internazionale "Città di Cervia 83" in cui è stata premiata dal dott. C. Comini. Carla Polini, cervese dalla nascita, ha coltivato una grande passione per la pittura I suoi dipinti dai toni caldi ed intensi evidenziano la forte carica poetica dell’artista che nasce dal contatto con la natura. Veneziano di origine e ravennate di adozione Gianni Santisi abita a Ravenna. La sua attività artistica ha un percorso lungo e intenso che ha influito sulla particolare atmosfera che pervade i il paesaggio e la vita della sua regione. Colori tenui e solari si alternano a testimonianza di una forte sensibilità emotiva e sentimentale. L’ingresso è gratuito